L'industria turistica cominciò a fiorire intorno alla metà del XIX secolo grazie al sostegno del governo a favore della costruzione di strutture ricettive e alle sovvenzioni per il servizio delle navi a vapore. Il turismo ricevette nuovo impulso negli anni '20 quando il proibizionismo portò numerosi americani benestanti nelle isole. Dopo l'abrogazione del proibizionismo, le Isole Bahamas attraversarono un lungo periodo di crisi economica che durò fino agli anni '40 e alla Seconda Guerra Mondiale quando i loro territori vennero utilizzati come basi marine e aeree nell'Atlantico. La costruzione di queste basi portò alla creazione di diversi posti di lavoro per molte persone.
Nel 1961, quando Cuba (con i suoi sfarzosi casinò e i resort sulle spiagge) proibì l'ingresso ai turisti americani, iniziò la fortuna delle Isole Bahamas. Sfruttando la vicinanza agli Stati Uniti, il governo delle Isole Bahamas si impegnò ad accrescere il numero dei visitatori dell'arcipelago anno dopo anno. Vennero effettuate operazioni di dragaggio nel porto di Nassau per poter ospitare fino a sei navi da crociera contemporaneamente e fu costruito un ponte tra Nassau e Paradise Island.
Nel 1964, la Gran Bretagna concesse una forma limitata di autogoverno alle Isole Bahamas che nel 1969 entrarono a far parte del Commonwealth. Divennero una nazione a tutti gli effetti il 10 luglio 1973, oggi festeggiato come il Giorno dell'Indipendenza Bahamiana.
Attualmente l'economia del paese è basata per almeno il 50% sul turismo. Le Isole Bahamas conservano un legame simbolico con il Regno Unito e continuano a far parte del Commonwealth delle nazioni.






















